Songs
for Ulan |
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Secondo
lavoro per Pietro De Cristoforo aka Songs for Ulan. Questo progetto musicale
non è il primo infatti: il cantante e chitarrista ha già diversi
trascorsi con tali Nani Sordi o altri progetti, questi ultimi usciti per BMG.
Quando però nell’armadio trovi un vestito elegante come il rock
blues da indossare ci si ridimensiona e nella mani della Stout Music appare
più appassionante fare musica. Una voce grave e fragorosa è sicuramente
un buon elemento aggiunto per accompagnare una chitarra acustica o un banjo.
Tristezza sparisci e porta via le tue ragnatele dei ricordi. Ti sto adulando
in questo momento ma cantare è il mio potere per apparire; dopo che sarai
andata via, mi polverizzerò e mi lascerò andare alla mercè
del vento. Sembra voler dire così questo disco. Canzoni basse, scalda
inverni come “Hell was next to come” o “ Secret
Fires” la più somigliante al Mark Lanegan d’ispirazione
blues di "I’ ll take Care of you" in cui reintepretava
artisti che hanno attinto dalle radici appunto del blues più rurale.
Tra questi Jeffrey Lee Pierce con Carry Home che apre l’album. Lee Pierce
piace anche a Pietro De Cristoforo che va ricantare Little: tanto di cappello.
A present invece è la canzone che si discosta dal resto dell’album
per l’andamento leggermente claunesco alla Capossela per intenderci. La
buona ombra di Cesare Basile veglia su quest’album producendolo e partecipando
in qualche occasione come anche Hugo Race che suona la chitarra. Tra gli altri
ospiti Tazio Iacobacci (Tellaro, Keentoy) e Francesco Cantone (Twig Infection,
Tellaro).
Francesca
Ognibene